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Quando la nuda pelle non basta:il corpo e il tatuaggio

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50.000 anni di bellezza: dalla cicciona delle caverne alla donna grissino

Obesa, con seni enormi e natiche e cosce ipertrofiche. Così doveva apparire la donna ideale che popolava i sogni degli uomini della preistoria, almeno stando alle statuette del periodo – le cosiddette “Veneri” – eseguite con notevole realismo fisico e probabili immagini del culto della Dea Madre. Nella valle del Nilo, decine di migliaia di anni dopo, un anonimo poeta celebrò la bellezza della sua amata descrivendola con parole infiammate: “Stella fulgente, brillante di pelle, dal petto luminoso, le dita come calici di loto, le languide reni, le anche strette”. Il corpo asciutto dal seno appena accennato e i fianchi poco arrotondati delle egiziane, faceva tremare le vene e i polsi degli uomini del Faraone ma niente aveva a che vedere con le preistoriche ciccione; tra questi due estremi – grasso e magro - si colloca la lunga avventura della bellezza femminile, una carrellata secolare di tipi estetici diversi tra loro e variabili a seconda dei tempi, delle latitudini e delle mode. Fino …

Gamberi, anguille e castagne: gli strani menù dell’Ultima Cena

Carne di agnello o di capretto, pane azzimo, erbe amare, e probabilmente charoset, una salsa a base di mele, mandorle, prugne, noci, datteri tritati, miele e vino: questi forse furono gli ingredienti dell’Ultima cena celebrata da Cristo e gli Apostoli in occasione della Pesach, la Pasqua ebraica. Benché i Vangeli non siano chiari in proposito il menù si può desumere dalla descrizione che ne da il libro dell’Esodo, quando gli ebrei consumarono in fretta e furia il loro pasto serale prima di lasciare l’Egitto e partire alla volta della Terra promessa, con l’ordine divino di ricordare ogni anno l’evento. Nella religione cattolica la cena si è trasformata nella celebrazione non tanto dell’esodo quanto dell’istituzione eucaristica e le immagini relative sono diventate nei secoli l’occasione per proporre ogni sorta di vivande molto lontane dalla tradizione veterotestamentaria; arricchendosi anche di inattesi ospiti che niente avevano a che fare con gli Apostoli, come cani, gatti o pavoni. F…

La Madonna contesa

Piero di Benedetto de' Franceschi, comunemente noto come Piero della Francesca, aveva probabilmente una quarantina d’anni quando dipinse la Madonna del Parto per l’antica chiesa di Santa Maria Momentana ai piedi della collina di Monterchi, paesetto della Val Tiberina poco distante da Borgo Sansepolcro, suo luogo natale. Artista pienamente affermato e pressato da commissioni prestigiose per le più importanti corti rinascimentali italiane, era sempre rimasto legato alla sua terra e al suo paese d’origine, dove viveva la sua famiglia e dove esercitava cariche pubbliche nel consiglio comunale. Non meraviglia quindi che, forse dopo la morte della madre Francesca nel 1459, gli sia stato affidato l’incarico per l’affresco rappresentante una Madonna gravida affiancata da due angeli. Stabilire date certe per l’opera di Piero è tuttora un problema quasi insolubile, data la scarsità delle fonti documentali e i molti suoi lavori andati purtroppo distrutti; sappiamo però che nello stesso peri…

Donne in pantaloni: breve storia di un pregiudizio

Correva l'anno 1989 quando uscì in Italia il libro di una scrittrice debuttante, Lara Cardella, che nel giro di poco tempo diventò un best-seller internazionale: “Volevo i pantaloni” narra la tormentata adolescenza di una giovane siciliana che cerca di emanciparsi da un ambiente chiuso e oppressivo in cui le donne - completamente succubi del marito e dei parenti maschi – erano bollate come prostitute quando indossavano i pantaloni. Prima di allora nel 1961 il cardinale Siri, arcivescovo di Genova, si era scagliato contro l'uso femminile “del vestito degli uomini”, che secondo sua Eminenza: “cambiava la psicologia”, affondando verso il basso (ossia verso la lussuria) i rapporti tra uomo e donna. Fino agli anni Settanta la riprovazione verso le ragazze che portavano il capo peccaminoso era diffusa in quasi tutto il territorio italiano, non così nei paesi di lingua anglosassone, molto più disinvolti in fatto di abbigliamento. I pantaloni sono nati più di duemila anni fa grazie a…

La pessima salute dello splendido re Sole

Settantadue anni, tre mesi e diciotto giorni: tale la durata del regno di Luigi Diodato XIV di Borbone, meglio noto come il re Sole. Il suo fu – per quei tempi - un record straordinario di longevità nella gestione del potere, portato avanti con una enorme forza di volontà sostenuta dalla convinzione totale della grandezza propria e della nazione che governava. Il programma di assolutismo del sovrano consistette nel dedicare ogni attimo della giornata a consolidare la sua egemonia e presentare sé stesso come il padre di tutti i suoi sudditi e monarca di potenza sovrumana paragonabile a Zeus e ad Apollo, divinità il cui splendore amava richiamare indossando abiti dorati e tempestati di gemme. Chi lo circondava ne amava la vitalità instancabile, l’enorme capacità di lavoro, i modi cortesi e controllati, mentre ne decantava con molta piaggeria il viso regolare, i lunghi capelli biondi, la bellezza fuori dall’ordinario.  Il re volle inoltre rispecchiare la centralità della sua figura fa…

Le molte Beatrici di Dante Gabriel Rossetti

Confraternita: questa la parola - che ricorda le associazioni medievali di religiosi, laici, militari, dedite ad opere di carità e assistenza - scelta nel 1848 da un gruppo di artisti inglesi che volevano rifondare l'arte del periodo vittoriano che, secondo loro, aveva tradito la verità limitandosi ad imitare senza fantasia l'ideale di bellezza di Raffaello, da cui si era sviluppata l'odiata pittura accademica. I più importanti furono Dante Gabriel Rossetti, William Holman Hunt, John Everett Millais, Edward Burne-Jones, a cui si aggiunsero in seguito altri affiliati: tutti si firmavano con l'acronimo PRB (Pre-Raphaelite Brotherhood) e sono conosciuti da noi col nome di Preraffaelliti. Trovando nell'arte del medioevo e del primo rinascimento la loro fonte di ispirazione, i Preraffaelliti andarono alla ricerca della genuinità della natura – di cui vedevano l'intrinseca poesia - rifuggendo da tutto ciò che era stucchevole e convenzionale per rappresentare, come sc…