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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2016

Abito alla costituzione, fibbie alla Bastiglia, orecchini alla ghigliottina

Quando il marchese di Dreux-Brézé, gran cerimoniere di Luigi XVI di Francia, organizzò per  il 5 maggio 1789 l’apertura degli Stati Generali – assemblea che rappresentava i tre ceti sociali del paese – escogitò l’idea di rimarcare le differenze di classe tra aristocratici, clero e cittadini comuni obbligando questi ultimi ad indossare un semplice abito nero, senza spada e senza ornamenti, a fronte delle sete, delle fodere dorate, dei gioielli, dei mantelli e dei pennacchi permessi agli altri. Il drammatico contrasto, voluto per far pesare ai cittadini la loro condizione di inferiorità, era lo specchio del sistema feudale a cui era sottoposto il paese: il 14 luglio dello stesso anno con la presa della Bastiglia ebbe inizio la Rivoluzione che, sul piano della moda, costituì una rottura radicale con l’Antico regime vestimentario. Alla base del cambiamento di gusto ci fu il rigetto da parte della popolazione per tutto ciò che poteva anche lontanamente ricordare l’odiata aristocrazia: cipr…

Pittori, poeti e matti: il processo a Paolo Veronese

Quando nel 1573 Paolo Veronese, uno dei più grandi pittori del rinascimento veneto, completò l’enorme tela con l’Ultima Cena per il convento domenicano dei Santi Giovanni e Paolo di Venezia, non pensava certamente che quell’opera gli avrebbe procurato grattacapi a non finire. Come nel suo stile, il lavoro era ridondante e ricco di soluzioni fantasiose, a cominciare dall’arioso ambiente palladiano in cui si svolgeva il convito, per continuare col pubblico di commensali e la miriade di servitù che circondava Cristo;  la scena ricordava assai più una festa di lusso in un grande palazzo nobiliare, che una cena tra amici in un più umile locale della Galilea, e soprattutto non dava rilievo alla sacralità dell’evento. Veronese non era nuovo a questo tipo di imprese e il tema del banchetto- da lui già riprodotto anche nella ricchissima tela raffigurante “Le Nozze di Cana”-  gli era particolarmente congeniale perché gli permetteva di esprimere il suo amore per i colori intensi e luminosi e per…